CARE SEARCH è un Organismo di Ricerca, costituito nel 2009, ai sensi della Disciplina comunitaria (Commissione 2006/C-323/01, 2.2-d) senza fini di lucro.

CARE raggruppa un network di competenze tecnico-scientifiche, costituito da professionisti, università e laboratori di ricerca, con lo scopo di svolgere attività di ricerca di base, industriale, sperimentale, di certificazione e asseverazione di progetti di R&S, al fine di diffonderne i risultati mediante l’insegnamento, la pubblicazione e il trasferimento di tecnologie.

Comitato Tecnico Scientifico Obiettivi OdR

IL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO È COMPOSTO DA DOCENTI UNIVERSITARI, RICERCATORI, PROFESSIONISTI, CONSULENTI DI ELEVATA COMPETENZA...

CARE SI PREFIGGE DUNQUE DI: FARE SISTEMA TRA IL MONDO DELLA RICERCA, LA REALTÀ DELLE AZIENDE E LE ISTITUZIONI; AVVIARE E CONSOLIDARE...

 

16.01.2017.---Ammodernamento e ristrutturazione strutture ricettive venete

La Regione del Veneto ha approvato il bando finalizzato a promuovere e sostenere investimenti nel sistema ricettivo turistico che favoriscano l’innovazione e la differenziazione dell’offerta e dei prodotti turistici dell’impresa stessa e/o della destinazione turistica in cui opera la struttura ricettiva, in modo da consentire nel complesso la rigenerazione e il riposizionamento dell’impresa.

Possono presentare domanda di sostegno le seguenti tipologie di strutture ricettive:
- strutture ricettive alberghiere: alberghi o hotel, villaggialbergo, residenze turistico-alberghiere, alberghi diffusi;
- strutture ricettive all’aperto: villaggi turistici, campeggi;
- strutture ricettive complementari: alloggi turistici, case per vacanze, unità abitative ammobiliate ad uso turistico, bed & breakfast.

L’investimento oggetto del sostegnoessere realizzato e localizzato esclusivamente nell’ ambito territoriale dei Comuni compresi in destinazioni turistiche a maggior rischio di stagnazione/declino o maggiormente necessitanti di interventi di differenziazione/innovazione di prodotto rispetto alle mutate esigenze della domanda e rispetto ai diretti competitors.

Le domande dovranno essere presentate dal 18 gennaio 2017 e fino alle ore 17:00 del 12 aprile 2017, esclusivamente per via telematica.

09.01.2017.---Bando ISI INAIL 2016 - imprese, contributi per sicurezza sul lavoro

Dal 19 aprile 2017 le imprese potranno accedere al bando ISI INAIL 2016 per la sicurezza sul posto di lavoro. Le risorse messe a diposizione dal bando ISI INAIL 2016 ammontano a 244.507.756 euro ripartiti fra tre assi:

• Asse 1 - Progetti di investimento e Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale 
• Asse 2 - Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto 
• Asse 3 - Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività

I destinatari degli incentivi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

Sono finanziabili quattro tipologie di progetto:
1. progetti di investimento,
2. progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale,
3. progetti di bonifica da materiali contenenti amianto,
4. progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività.

L'agevolazione consiste in un contributo in conto capitale pari al 65% dell’investimento previsto per ciascun progetto fino a un massimo di 130mila euro (50mila euro nel caso dei progetti che rientrano nell'asse di finanziamento per le micro e piccole imprese) e sarà erogato dopo il superamento della verifica tecnico-amministrativa e la conseguente realizzazione del progetto.

Sono previste tre fasi per la presentazione delle richieste di contributo:
• prima fase - inserimento online della domanda e download del codice identificativo: dal 19 aprile 2017, fino alle ore 18.00 del 5 giugno 2017. Dal 12 giugno 2017 le imprese che hanno raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità prevista potranno effettuare il download del proprio codice identificativo che le identifica in maniera univoca;
• seconda fase - invio del codice identificativo (click-day): le imprese potranno inviare attraverso lo sportello informatico la domanda di ammissione al finanziamento. Le date e gli orari dell’apertura e della chiusura dello sportello informatico per l’invio delle domande, saranno pubblicati sul sito INAIL a partire dal 12 giugno 2017;
• terza fase - invio della documentazione a completamento della domanda: le imprese collocate in posizione utile per il finanziamento dovranno far pervenire all’INAIL, entro il termine di trenta giorni decorrente dal giorno successivo a quello di perfezionamento della formale comunicazione degli elenchi cronologici, la copia della domanda telematica generata dal sistema e tutti gli altri documenti per la specifica tipologia di progetto.

03.01.2017.---Nuova Sabatini – dal 2 gennaio riapre lo sportello

Istituito nel 2013, il regime di aiuto Nuova Sabatini intende agevolare l’accesso al credito delle PMI per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature. Si tratta di uno dei principali strumenti agevolativi nazionali, la cui rilevanza per il sistema delle PMI è confermata dal notevole interesse mostrato sia da parte dei potenziali beneficiari che da parte degli operatori bancari.
Ad oggi, infatti, sono state presentate oltre 19mila domande, per un contributo concesso superiore a 360 milioni di euro. Numeri che hanno spinto il Governo, con la Legge di Bilancio, a prorogare lo strumento fino al 31 dicembre 2018, prevedendo al contempo uno stanziamento di complessivi 560 milioni di euro, di cui: 28 milioni di euro per il 2017, 84 milioni di euro per il 2018, 112 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2021, 84 milioni di euro per il 2022 e 28 milioni di euro per il 2023.
Inoltre, per favorire la realizzazione di investimenti aventi carattere spiccatamente innovativo, con particolare riferimento a quelli ascrivibili al cosiddetto “Manufacturing 4.0”, il 20% dello stanziamento è destinato all’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica aventi come finalità la realizzazione di investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID). Compatibilmente con le norme europee sugli aiuti di Stato alle imprese, il contributo per tali investimenti potrà usufruire di una maggiorazione del 30%. Tra gli investimenti che danno titolo a beneficiare della Nuova Sabatini, anche i sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.
In attuazione della Legge di Bilancio, con la pubblicazione del decreto del 22 dicembre dal 2 gennaio si stabilisce la riapertura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso agli incentivi.
Il contributo concesso alle PMI, a fronte del finanziamento ottenuto, è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali posticipate, al tasso del 2,75% annuo per cinque anni. Le imprese potranno continuare a chiedere finanziamenti compresi tra 20mila e 2 milioni di euro.

14.12.2016.---R&S - Credito di Imposta a maglie più larghe

La legge di bilancio 2017 (articolo 1, commi 15 e 16) certifica l'introduzione delle modifiche favorevoli per le imprese relativamente alla disciplina del credito d’imposta per ricerca e sviluppo all’articolo 3 del Dl 145/2013, convertito dalla legge 9/2014. Le modifiche comportano l’allungamento del periodo di maturazione del credito, l’incremento della percentuale di agevolazione per talune spese e del tetto massimo annuale, nonché l’estensione dell’agevolazione alla ricerca commissionata dall’estero. Come indicato nel comma 16 dell’articolo 1 della legge, le modifiche avranno efficacia a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 (ossia dal 2017 per i soggetti solari), con la conseguenza che ci saranno due diverse modalità di conteggio del credito: la prima per il biennio 2015-2016, la seconda per gli anni 2017-2020. La prima rilevante novità è costituita dal fatto che l’ambito temporale dell’agevolazione - che resterà ancora conteggiata con modalità incrementali rispetto alle spese del triennio 2012-2014 - viene esteso di un anno: pertanto, mentre in precedenza il credito spettava per le spese sostenute nel periodo 2015-2019, ora esso spetterà per le spese del periodo 2015-2020. In secondo luogo, il credito potrà essere conteggiato nella misura del 50% su tutte le spese ammesse al comma 6 dell’articolo 3 del Dl 145/2013, e quindi non è più prevista l’aliquota ridotta del 25% per le quote di ammortamento sulle spese per strumenti ed attrezzature di laboratorio e per le spese per competenze tecniche e privative industriali. Questa modifica non solo allargherà la possibilità di fruire del credito, ma semplificherà anche i conteggi dei contribuenti, poiché non sarà più necessario segmentarli a seconda della tipologia di spese sostenute, per tenere conto della diversa aliquota di agevolazione. Molto significativo è poi l’incremento del limite annuo del credito, che è elevato da 5 milioni a 20 milioni di euro. Merita ricordare che l’importo del credito, da contabilizzare tra gli altri ricavi quale contributo in conto esercizio, non è tassato ai fini Ires e Irap. L’unificazione della percentuale di calcolo dell’agevolazione amplia e semplifica l’identificazione delle spese agevolabili riferite al personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo: infatti, per fruire dell’agevolazione non è più richiesto che tale personale sia altamente qualificato, come minuziosamente definito dalla previgente normativa, ma è sufficiente che esso svolga una delle attività elencate nell’articolo 2 del Dm 27 maggio 2015 (decreto attuativo). Infine, un’importante novità è costituita dall’introduzione della previsione secondo cui il credito d’imposta spetta anche alle imprese residenti o alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti che eseguono le attività di ricerca e sviluppo, nel caso di contratti stipulati con imprese residenti o localizzate in altri Stati membri dell’Unione europea, negli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati con i quali è attuabile lo scambio di informazioni (Dm 4 settembre 1996). Tale previsione intende porre rimedio ad un inconveniente della precedente disciplina: come spiegato nella Relazione illustrativa al Dm 27 maggio 2015, infatti, in precedenza, essendo esclusi dal novero dei beneficiari i soggetti che effettuano attività di ricerca e sviluppo su commissione di terzi, nell’ipotesi di ricerca commissionata da un’impresa non residente, priva di stabile organizzazione nel territorio dello stato italiano, ad una impresa residente (o alla stabile organizzazione italiana di un soggetto non residente), né la prima, per mancanza del presupposto della territorialità, né le seconde, commissionarie dell’attività, potevano beneficiare del credito d’imposta. Si ritiene che la commissionaria italiana debba calcolare il credito con le stesse modalità adottate dalle imprese che svolgono attività di ricerca a proprio beneficio. Infine, la modifica secondo cui il credito è utilizzabile «a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati sostenuti i costi» non costituisce una novità, ma riproduce una previsione già contenuta nell’articolo 6, comma 3, del Dm 27 maggio 2015, che necessitava di copertura legislativa di rango primario, come chiarito nella relazione illustrativa del disegno di legge.

23.11.2016.---La ricerca "nascosta" delle Pmi

Per la ricerca italiana sembra avvicinarsi l’ora del responso definitivo, perché il nuovo credito d’imposta potrebbe spazzare via gli alibi e cementare con le cifre quello che da anni si sospetta: probabilmente le statistiche internazionali sottostimano il volume della nostra attività di R&S dal momento che le piccole e medie imprese non trovano conveniente contabilizzare come investimento l’attività pur svolta nel corso dell’anno. Secondo questa teoria, negli anni un fiume di investimenti effettuati e riscontrabili nei processi o nei prodotti finali sarebbe rimasto sommerso, conteggiato come spesa corrente in assenza di un incentivo fiscale realmente allettante sul modello di quelli varati nei principali Paesi concorrenti.
La manovra attualmente all’esame del Parlamento prevede per il credito d’imposta per investimenti in R&S, operativo dal luglio 2015, il raddoppio del beneficio (dal 25% al 50%), anche per le spese intra muros, quelle effettuate all’interno dell’azienda, e anche per tutto il personale addetto alla ricerca, tecnici compresi. Contemporaneamente, il tetto del credito d’imposta annuo sale da 5 a 20 milioni. Se fino a oggi non ha fatto la differenza, ora il “bonus ricerca” forse può facilitare un cambio di passo.
L’Istat stima che la spesa per R&S in rapporto al Pil sia passata nel 2014 (ultimo dato di rilevazione acquisita) all’1,38% rispetto all’1,31% del 2013. Un progresso quasi impercettibile, ed è comunque utopia pensare che di questo passo l’Italia raggiunga il target dell’1,75% prefissato per il 2020. Il contributo del settore privato (imprese e istituzioni non profit) alla spesa totale effettuata è salito in un anno dal 57,7% al 58,3% e le imprese, da sole, hanno incrementato la loro quota dal 54,7 al 55,4 per cento. Ma rispetto alle economie concorrenti, l’Italia resta ultima. I dati elaborati dall’Airi (l’associazione per la ricerca industriale) mostrano il Regno Unito al 64%, la Francia a quasi il 65%, la Germania al 67%, Israele addirittura all’84%. Ed è davanti a questo divario che ci si interroga.
La prevalenza di piccole e medie imprese nel sistema industriale italiano fa salire rispetto a sistemi stranieri la quota di aziende che conducono la ricerca in modo informale, contabilizzando ad esempio come spese correnti le assunzioni di personale addetto alla ricerca. Più in generale, tradizionalmente le politiche pubbliche di sostegno alla R&S privata si sono concentrate sugli investimenti diretti, in conto capitale e finanziamento agevolato, con rare incursioni nelle agevolazioni fiscali automatiche. Quando queste sono state varate, in passato, qualcosa si è mosso. Nel 2007, primo anno in cui fu accordato un credito d’imposta abbastanza robusto, l’Istat registrò un aumento della spesa delle imprese del 15% annuo e osservò di conseguenza che il diffuso utilizzo di tali sgravi fiscali e la relativa contabilizzazione (anche a fini statistici) di spese per R&S non considerate negli anni precedenti avevano evidentemente influito.
Quel credito d’imposta, va detto, era conteggiato sul totale degli investimenti effettuati e non solo, come fa invece l’attuale agevolazione, sugli incrementi. Ma il governo, nell’ambito del piano Industria 4.0, si attende comunque una risposta forte da parte delle imprese che, se concretizzata, cambierebbe le carte anche nei confronti internazionali. Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2014 le imprese italiane hanno investito per la ricerca e sviluppa interna 12,3 miliardi e quasi il doppio (23,2) se si aggiunge l’innovazione quindi anche la spesa per macchinari, attrezzature, software. Secondo gli obiettivi del governo il nuovo credito d’imposta, abbinato ad altre misure di Industria 4.0, potrebbe far emergere e in parte attivare ex novo fino a 11,3 miliardi di investimenti in R&S e innovazione tra il 2017 e il 2020, in media 2,8 miliardi annui che significherebbero un incremento del 12% rispetto ai livelli attuali. Potrebbe essere questa la misura reale della capacità di investire del nostro settore privato.

 

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